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Mobile in legno Jake

Principali essenze di legno nei mobili

Articolo pubblicato il 16/07/2025
Articolo modificato il 28/08/2025

Quercia, noce, teak, frassino? Scopri le principali essenze di legno utilizzate nei mobili, le loro proprietà, i loro usi e ciò che evocano.

Il legno, un materiale nobile dai molti volti

Il legno occupa un posto speciale nel mondo dell?arredamento. Come materiale vivo, durevole e sensoriale, attraversa i secoli senza mai diventare statico. Si patina, sviluppa sfumature e reagisce all?aria, alla luce e al tatto. Ma non tutti i legni sono uguali.

Dalla densità, alla venatura e al colore fino alla stabilità: ogni essenza ha la sua personalità. Imparare a distinguerle ti aiuta a capire cosa stai scegliendo ? non per giudicare, ma per apprezzare appieno ciò che ogni legno ha da offrire.

Quercia, frassino, faggio: le essenze europee senza tempo

Tra le essenze più comuni in Europa, la quercia occupa un posto speciale ? sia tradizionale che contemporaneo. Densa e robusta (circa 700 kg/m³), si distingue per l?eccellente resistenza meccanica e la notevole longevità. La sua venatura è marcata, a volte ruvida, con anelli di accrescimento visibili e fibre spesso dritte ma vivaci. La palette cromatica varia dal biondo dorato al marrone chiaro, a volte con sfumature mielate o grigiastre a seconda dell?essiccazione e della finitura.
La quercia si presta bene a oli, cere e finiture opache, che evidenziano la texture senza nasconderla. È usata sia come legno massello che come impiallacciatura di alta qualità per piani, gambe, strutture o contenitori. Il suo carattere naturale si adatta sia a linee rustiche che a design minimalisti. Invecchia con grazia, sviluppando una patina calda senza perdere solidità.
La quercia si trova tanto negli interni scandinavi minimalisti quanto nella tradizione artigianale francese ? prova della sua versatilità estetica e funzionale.

Il frassino, più chiaro della quercia, ha un tono naturalmente biondo fino a leggermente perlaceo, a volte con riflessi dorati. La venatura è spesso dritta, i segni visibili ma non aggressivi, conferendo un?eleganza morbida e quasi grafica. È un legno di densità media (circa 650 kg/m³), noto per la flessibilità e la resistenza ? ideale per mobili dalle linee sottili, curve o dinamiche.
Spesso usato nell?arredamento scandinavo o artigianale, il frassino consente giunzioni precise e forme raffinate, soprattutto per sedute o gambe. La stabilità è generalmente buona, ma reagisce più della quercia ai cambiamenti di umidità, rendendo essenziale un?essiccazione controllata e un ambiente stabile. Si adatta bene a oli chiari o vernici opache che preservano la lucentezza naturale senza nascondere la trama fine.

Il faggio si distingue per la venatura fine e uniforme e il colore naturalmente chiaro, spesso leggermente rosato. È un legno denso (circa 700 kg/m³), con una texture costante che permette tagli netti e finiture lisce. Diffuso in Europa centrale, è apprezzato per la durezza, la resistenza agli urti e la versatilità in falegnameria e ebanisteria.
Spesso usato per gambe, sedie o strutture interne, il faggio sopporta carichi meccanici significativi. È adatto a produzioni industriali esigenti e a linee sobrie e funzionali. Tuttavia, è un legno più ?nervoso?: se non correttamente essiccato o stabilizzato, può reagire all?umidità, soprattutto in larghezza (ritiro tangenziale marcato).
Nella finitura accetta sia toni naturali che patine colorate e rivela un tatto setoso una volta lucidato o oliato. La sua semplicità visiva lo rende un eccellente supporto per forme precise senza eccessivi contrasti.

Mobile TV scandinavo in quercia Aarne

Noce, teak, palissandro: carattere e profondità

Il noce ? europeo (Juglans regia) o americano (Juglans nigra) ? è una delle essenze più ricercate per l?arredamento di alta gamma. Incanta con venature sfumate, talvolta ondulate, e contrasti sottili. La palette naturale va dal marrone cioccolato profondo al marrone grigiastro chiaro, con riflessi caldi, a volte dorati, ramati o leggermente violacei a seconda del taglio e dell?origine. Queste variazioni offrono una rara ricchezza visiva senza ostentazione.
Di densità media-alta (600?700 kg/m³), il noce è facile da lavorare. Accetta bene finiture a olio o cera, che lasciano emergere il colore senza saturarlo. Col tempo sviluppa una patina setosa e profonda, acquisendo morbidezza e carattere. Questa eleganza senza tempo contribuisce al suo status di legno ?nobile?.
Il noce ha segnato anche la storia del design: è indissolubilmente legato al modernismo americano degli anni ?50?60, soprattutto nelle opere di George Nakashima, Eames e Knoll. All?epoca divenne il legno prediletto per incarnare una modernità calda, in contrasto con acciaio o vetro. Ancora oggi rimane una scelta privilegiata per pezzi sobri ma di forte presenza.

Il teak (Tectona grandis) è un legno tropicale del sud-est asiatico, noto per l?eccezionale durabilità. Denso e naturalmente imputrescibile, contiene resine oleose che lo rendono resistente all?umidità, agli insetti e ai funghi. Queste proprietà lo hanno reso un materiale privilegiato per la costruzione navale e, successivamente, per mobili interni ed esterni di qualità. La densità varia da 600 a 750 kg/m³ a seconda dell?origine e dell?età, con una stabilità notevole anche in condizioni umide.
Visivamente, il teak offre una palette calda dal dorato al miele, a volte con venature più scure o riflessi ramati. La trama è compatta, regolare e piacevole al tatto. Si presta bene a finiture oliate o opache, che esaltano la ricchezza naturale senza saturarla. Se non trattato, col tempo acquisisce una patina grigio-argentea, apprezzata in certi contesti.
Gran parte del teak oggi proviene da recupero di legni antichi, soprattutto da case tradizionali o coloniali smantellate in Indonesia. Questo teak riciclato, già patinato e stabilizzato, viene rielaborato in modo sostenibile. Se ben selezionato e assemblato, offre non solo una seconda vita a un materiale nobile, ma anche una profondità estetica unica: tracce d?uso, sfumature irregolari, usura visibile ma controllata.
Il teak ha segnato anche il design scandinavo, soprattutto in Danimarca negli anni ?50?70. Apprezzato per qualità tecniche ed estetiche, accompagnava linee pulite e giunzioni precise, spesso con finiture oliate.

Il palissandro è un?essenza densa e preziosa, nota per la venatura spettacolare e il colore scuro e profondamente striato. Non si tratta di una sola specie, ma di un gruppo di legni esotici del genere Dalbergia, provenienti soprattutto dal Sud America, dall?India o dal Sud-est asiatico. Il palissandro di Rio (oggi protetto dalla CITES) è stato a lungo considerato uno dei legni più nobili in ebanisteria, apprezzato per l?alta densità (fino a 850 kg/m³), la stabilità e l?estetica lussuosa.
La venatura marcata alterna toni bruno-violacei, cioccolato e quasi neri, con disegni spesso molto grafici. Il suo forte carattere visivo lo rende più decorativo che strutturale. È utilizzato generalmente come impiallacciatura per pannelli, piani o dettagli a contrasto, così da preservare la risorsa e sfruttarne al contempo l?impatto visivo.
Nel mobile il palissandro evoca raffinatezza e carattere, a volte vintage (anni ?60?70), a volte contemporaneo se usato con sobrietà. Nelle finiture accetta vernici sottili e oli scuri che ne accentuano la profondità. Oggi è più raro ? per ragioni ecologiche, normative ed economiche ? ma conserva un?aura speciale nell?arredamento di alta gamma.

Credenza in noce Hemët
Tavolo da architetto regolabile in teak 1928

Pino, betulla, acacia, mango: semplicità e naturalezza

Il pino è un legno chiaro di conifera, molto diffuso in Europa. Apprezzato per la leggerezza, la facilità di lavorazione e il costo accessibile, con una densità moderata (500?550 kg/m³) è adatto a piccoli mobili, scaffali o arredi rustici/naturali. La venatura è visibile, spesso con nodi che ne accentuano il carattere caldo e vivace.
Il pino è usato sia massiccio che in pannelli ricostituiti. Se ben essiccato ha buone prestazioni, ma resta più sensibile all?umidità e agli urti rispetto a legni più densi. Al tatto è morbido e accetta bene oli, cere, vernici o sbiancature, permettendo di creare ambienti vari.
Il pino evoca ambienti semplici e autentici: case vacanza, baite, chalet o interni nordici rilassati. Può anche essere valorizzato in composizioni contemporanee, soprattutto in contrasto con materiali grezzi (acciaio, cemento, cuoio scuro).

La betulla è un?essenza chiara originaria delle regioni temperate e boreali, in particolare del Nord Europa e della Russia. La venatura è fine, compatta, con pochi nodi o contrasti marcati. Il colore naturalmente biondo, leggermente crema o avorio, la rende un legno visivamente morbido e quasi neutro, che riflette la luce con delicatezza. È sobria e luminosa, molto apprezzata nel design nordico per qualità estetiche e tecniche.
Con una densità media (circa 650 kg/m³) e una buona stabilità dimensionale, è usata sia in massello che in compensato di qualità ? soprattutto per mobili moderni o pannelli curvati. La resistenza meccanica è adeguata se non troppo sottile o lunga, per evitare deformazioni. Si adatta bene a oli chiari, vernici satinate o laccature discrete, mantenendo la venatura delicata. L?aspetto naturale si abbina perfettamente a interni minimalisti, funzionali o grafici, e può fare da sfondo ad altri materiali più espressivi.

L?acacia è un?essenza densa e nervosa, apprezzata per la durabilità naturale e l?estetica calda. Coltivata soprattutto in Asia, Africa orientale o Sud America, è spesso proposta come alternativa responsabile a legni esotici più fragili o regolamentati. Con densità (750?800 kg/m³) e ricca di tannini, è robusta, naturalmente resistente a umidità, insetti e usura quotidiana ? anche senza trattamenti chimici pesanti.
Esteticamente, l?acacia presenta venature vivaci, con variazioni di colore dal marrone dorato al caramello profondo, talvolta attraversate da striature scure. Questo contrasto conferisce un carattere espressivo e caldo che non passa inosservato. A seconda della finitura, può risultare lucida o opaca e materica. Accetta oli e vernici, ma può anche essere lasciata grezza per un effetto più tattile e sincero.
Nell?arredo l?acacia è usata per pezzi robusti e importanti: grandi tavoli, credenze, strutture a vista. Porta una forte presenza visiva, ma mantiene sobrietà grazie ai toni naturali. La stabilità è buona se correttamente essiccata ? indispensabile per evitare tensioni o deformazioni nel tempo.

Il mango (Mangifera indica), originario dell?India e del Sud-est asiatico, è sempre più usato nei mobili, apprezzato per le qualità ecologiche. Deriva infatti da alberi a fine ciclo produttivo, riutilizzati invece che bruciati, rendendolo una scelta sostenibile. Ha densità media (600?700 kg/m³) e buona stabilità se ben essiccato e lavorato.
Esteticamente, il mango si riconosce per la venatura irregolare ed espressiva, con contrasti naturali che vanno dal marrone chiaro al grigio scuro, talvolta con sfumature verdastre o ramate. Questa eterogeneità, lontana dall?essere un difetto, conferisce un carattere autentico, grezzo ma sottile. Si adatta bene a finiture opache o leggermente spazzolate, che lasciano emergere la sua texture viva.
Usato principalmente per mobili massicci o rustici ? credenze, tavoli, contenitori ? il mango è apprezzato per la resistenza nell?uso quotidiano e la forte presenza visiva.

Tavolo in mango massiccio Tongeren

Quale legno per quale uso?

La scelta di un?essenza dipende dall?aspetto visivo, dalla densità, dalla lavorabilità e dalla reazione alle finiture. La quercia è adatta a mobili strutturali (tavoli, armadi), così come il faggio. Il frassino e il noce sono adatti a forme più fini come sedie o elementi decorativi. Teak e acacia sono scelti per la loro resistenza, soprattutto in contesti umidi.

Quanto alla finitura, le essenze reagiscono in modo diverso. La quercia accetta bene oli e cere, che ne sottolineano la venatura. Il noce richiede prodotti sobri per non mascherare le sfumature. I legni più teneri come il pino necessitano di trattamenti protettivi per evitare segni visibili.

Non esiste una gerarchia rigida tra le essenze. La qualità dipende tanto dalla lavorazione, dalla provenienza quanto dalla cura nella trasformazione.

Da PIB, l?importanza della scelta del materiale

Da PIB selezioniamo ogni essenza per ciò che può esprimere con autenticità. Il legno massello è privilegiato quando pertinente, per la sua presenza, capacità di invecchiare e densità. L?impiallacciatura può essere usata ? non per nascondere, ma per consentire costruzioni più sottili e stabili senza deformazioni.

Ciò che conta è il rapporto con la materia: sincero, equilibrato e pensato per durare. Ogni mobile deve raccontare un rapporto giusto tra forma, uso e il legno che lo compone.

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